sabato 15 ottobre 2011

Benefici fiscali dall'Arte.

QUANDO L'ARTE SI METTE DA PARTE:

In alcuni paesi del mondo l'acquisto di un'opera d'arte può essere defiscalizzata, purché l'opera sia periziata ed asseverata da un esperto d'arte accreditato (ad esempio, un esperto del Giudice del Tribunale), non necessariamente un esperto della Fondazione dell'Artista.

In Italia, per "asseverare la perizia", l'esperto d'arte dovrà depositarla presso la Cancelleria del Tribunale assumendone le responsabilità civili (in caso di danni arrecati a terzi) e penali (ad esempio in caso di mendacità o falso ideologico, tutto da dimostrare con l'onere della prova a carico del ricorrente).

Nel caso specifico delle opere della Collezione privata "Barbera-DeBenedetti-Levi", composta da dipinti francesi, si presume che le rispettive Fondazioni francesi abbiano declassificato tali opere nel periodo del Governo Petain (1941, collaborazionista con i Nazisti) per poi confermarle invece autentiche ai banchieri ebrei anglo-americani al fine di ottenere il finanziamento a favore del Movimento di Resistenza.
Se ciò fosse storicamente confermato dalle indagini investigative in corso, le Fondazioni non potrebbero ovviamente riconoscere l'esistenza di queste opere per almeno tre motivi:
1) le opere sarebbero state dichiarate "false" (quindi commettendo un "Falso ideologico");
2) le opere sarebbero state dichiarate genericamente distrutte in operazioni belliche (per le quali sarebbero stati ottenuti i "danni di guerra").
3) le opere sarebbero state invece custodite in Francia a garanzia delle fideiussioni prestate alle banche dalle maggiori famiglie ebraiche coinvolte a difendere la loro stessa sopravvivenza nel corso della seconda guerra mondiale.  

Ad ogni buon conto, in questo caso, occorrerebbe quindi solo una perizia asseverata di un accreditato esperto d'arte, ovviamente non facente parte del Comitato della rispettiva Fondazione, perizia che sarebbe tanto più credibile quanto fosse effettuata da un esperto scelto, incaricato ed a onere dell'acquirente dell'opera d'arte.

A meno che l'esperto d'arte non sia un personaggio al di sopra di ogni sospetto, non é infatti raccomandabile fidarsi delle perizie presentate da parte del venditore, ciò per evitare qualsiasi dubbio di possibile concertazione per motivi di reciproco interesse tra perito e proprietario dell'opera d'arte.

Sentite e valutate le argomentazioni del venditore riguardo gli studi foto-tecnici e di chimica del colore, eventuali indagini del DNA e indagini di riconducibilità effettuati sull'opera disponibile alla vendita, qualora l'esperto d'arte si esprimesse per conto dell'acquirente e riconoscesse autentica l'opera d'arte, si concorderebbe un prezzo di vendita che verrebbe regolarmente fatturato dal venditore secondo la legislazione del paese in cui si concluderebbe la "compra-vendita".

L'opera d'arte, se già fosse provvista della regolare licenza di esportazione definitiva concessa al venditore dal Ministero italiano dei Beni Culturali, e quindi riconosciuta di legittima proprietà, potrebbe essere esportata e venduta nel paese scelto dall'acquirente.

I BENEFICI FISCALI correlati ad un'opera d'arte sono una competenza del Commercialista dell'acquirente, al quale vi suggeriamo di rivolgervi. Basti accennare alla possibilità di ritardare l'autenticazione dell'opera in tempi migliori, acquistandola come opera "autentica in fieri"e quindi trattandola fiscalmente come opera il cui minimo valore sia stata accertato od imposto dal Ministero dei Beni Culturali, ad esempio dall'Ufficio Esportazione nell'ambito del rilascio di una licenza a varcare i confini nazionali.

MORALE

Quando vi sia una convenienza reciproca, la "compra vendita" si può effettuare, Dio volendo, anche in assenza della ingerenza della terza parte, la Fondazione d'Arte.

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Umberto Joackim Barbera